Bocca della verità
- cuorediroma

- 7 gen 2021
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 17 gen 2021
Bisogna sempre dire la verità.

Se capitate sul lungotevere, zona del Foro Boario e notate una fila interminabile di turisti (a dir la verità quasi tutti giapponesi) in coda per entrare nella Chiesa di S. Maria in Cosmedin, sappiate che non si tratta di una conversione di massa ne tantomeno di una misteriosa funzione religiosa, sono tutti lì per farsi un bel selfie davanti alla Bocca della Verità.
Si tratta di un mascherone di marmo di epoca romana che rappresenta una figura barbuta, probabilmente una qualche divinità minore legata alle acque, ebbene sì la sua vera funzione originale era quella molto meno onorevole di “Tombino” per lo scarico delle acque pluviali.
Il successo presso i turisti, deriva dal fatto che la leggenda vuole che durante il medioevo, la stessa venisse usata come strumento di Giudizio Divino contro i bugiardi, ossia il malcapitato metteva la mano nella bocca e pronunciava la propria versione del fatto incriminato, in caso fosse una menzogna la bocca troncava di netto mano. Verosimilmente nascosto dietro, vi era il boia con una lama affilata, non ci è dato sapere con quale criterio ritenesse le affermazioni vere o false.
Una delle storielle più simpatiche narra che una giovane donzella accusata di adulterio, mentre si recava ad effettuare la prova, fu raggiunta davanti ai testimoni da un giovane che la abbracciò e baciò motivando questo gesto con la compassione. Quando la donna pose la sua mano nella bocca dichiarò: “nessun uomo all’infuori di mio marito e di quel giovane di prima, mi ha mai baciato”, ne uscì salva perché effettivamente disse la verità, omettendo però il fatto, che il bel giovane la baciava appassionato già da qualche mese.





Commenti