Elefanti a Roma 2
- cuorediroma

- 7 gen 2021
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 17 gen 2021
L'elefante Annone.

C’è stato un tempo in cui si poteva vedere elefanti passeggiare per Roma, fortunatamente non si trattava dei pachidermi di Annibale, ne tantomeno di animali furiosi scappati da qualche circo, ma di un regalo...
Quando nel 1513 Giovanni de’ Medici venne eletto Papa con il nome di Leone X, Re Manuele d’Aviz regnante del cattolicissimo Portogallo inviò a Roma come regalo un Elefante Indiano albino, non è chiaro se lo stravagante omaggio fosse dovuto a reale devozione o invece al fatto che ingraziarsi un de’ Medici equivaleva ad avere credito illimitato presso le loro banche.
Di fatto l’anno successivo nel 1514 l’elefante arrivò a Roma e fu battezzato Annone in onore di un antico e valoroso generale cartaginese.
Annone fu portato in processione al Papa insieme ad altri animali esotici ed essendo ammaestrato si inchinò addirittura davanti al Pontefice. Ci furono grandissime feste in città e all’ambasciatore portoghese e tutto il suo seguito fu concesso accesso gratuito e illimitato a tutti gli alberghi e osterie, i popolani più furbi si presentarono nelle osterie ostentando un linguaggio esotico chiedendo di mangiare gratis, qualcuno ci riuscì pure, sembrerebbe che a questo fatto risalga l’espressione “fare il portoghese”.
L’animale rimase a Roma e ogni volta che veniva portato e mostrato in pubblico, per il popolo romano era occasione di festa.
Annone non visse a lungo e dopo solo due anni dal suo arrivo morì e con lui scomparve il sogno esotico a Roma.
Tra le pochissime rappresentazioni che ci rimangono oggi di Annone, sono un disegno attribuito a Raffaello e una fontana di marmo (in foto) che lo rappresenta a Villa Madama, purtroppo non visitabile al pubblico.

Il disegno attribuito a Raffaello.





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